L’Italia si prepara a scrivere una pagina storica nell’esplorazione spaziale. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Thales Alenia Space, joint venture è stato siglato un accordo strategico per lo sviluppo del primo modulo abitativo permanente sulla superficie lunare.Il progetto, denominato MPH (Multi-purpose Habitation), rappresenta un tassello fondamentale del programma Artemis della NASA e suggella l’ingresso dell’Italia tra le nazioni protagoniste della nuova corsa allo spazio.
Abitazione sul suolo lunare, ma non solo
Thales Alenia Space Italia guiderà il consorzio industriale che include ALTEC, società partecipata dalla stessa Thales Alenia Space e dall’ASI, insieme ad altre realtà del comparto aerospaziale nazionale. La fase biennale di progettazione preliminare si concentrerà sullo sviluppo delle tecnologie necessarie per garantire la sopravvivenza e l’operatività in ambiente lunare.
Il modulo MPH non sarà però semplicemente una struttura abitativa, ma un vero e proprio centro operativo multifunzione. Esso sarà progettato per ospitare gli astronauti durante le missioni lunari, ma il sistema permetterà di condurre esperimenti scientifici sia con equipaggio umano che in modalità automatizzata.
Una delle caratteristiche più innovative sarà la capacità di movimento sulla superficie lunare, trasformando la base in un laboratorio mobile.
Con una vita operativa prevista di dieci anni, MPH dovrà affrontare le condizioni estreme del nostro satellite.
Tra le sfide atmosferiche più dure da gestire vi sono escursioni termiche che oscillano tra i -173°C e i +127°C, radiazioni cosmiche intense, la presenza di polvere lunare altamente abrasiva e il bombardamento costante di micro-meteoriti.
Dalla Luna a Marte
Il modulo MPH non è concepito come un progetto isolato, ma come parte integrante della strategia “Moon to Mars” della NASA. La Luna diventa così un banco di prova fondamentale per testare tecnologie, procedure operative e sistemi di supporto vitale che saranno successivamente impiegati nelle future missioni verso il Pianeta Rosso.
L’approccio modulare e la capacità di integrazione con altri elementi dell’architettura Artemis permetteranno di costruire progressivamente un ecosistema lunare permanente, ponendo le basi per l’esplorazione umana del sistema solare.
Il lancio è programmato per il 2033 dal Kennedy Space Center della NASA.
Il progetto rappresenta un importante volano per l’industria aerospaziale nazionale italiano, consolidando competenze tecnologiche strategiche e aprendo nuove opportunità di business in un mercato in rapida espansione. Con investimenti globali nell’economia spaziale che superano i 400 miliardi di dollari annui, l’Italia si posiziona tra i protagonisti della nuova frontiera dell’innovazione.