L’evoluzione della robotica di servizio rappresenta una frontiera cruciale per l’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e la sicurezza umana in svariati contesti. I robot di servizio sono come sistemi autonomi capaci di svolgere compiti utili per gli esseri umani, liberando gli operatori da mansioni pericolose, gravose o ripetitive.
Il progetto Inter-Ego dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) si inserisce in questo contesto, presentando due robot: AlterEgo e LHF-Connect. Essi sono stati concepiti per operare in autonomia o essere controllati a distanza come avatar robot.
AlterEgo
AlterEgo è un robot umanoide a due ruote sviluppato nel 2017 dal SoftBots Lab dell’IIT e dal Centro Ricerche “E. Piaggio” dell’Università di Pisa.
AlterEgo è stato ideato per avere le capacità di interagire con gli esseri umani, infatti, la sua struttura è elastica per permettergli di evitare lesioni durante il momento di relazione con umani e oggetti.
Ogni braccio presenta 6 gradi di libertà, garantendo un’ampia gamma di movimenti, e le estremità sono dotate di mani artificiali sinergiche antropomorfe, ovvero le SoftHand Pisa/IIT. Esse sono ispirate ai movimenti sinergici della mano umana, permettendo al robot di afferrare un’ampia varietà di oggetti con facilità e destrezza, e integrano sensori IMU per la misurazione della configurazione e dell’interazione dinamica.
Il robot si muove su una piattaforma a due ruote, concepita come un pendolo invertito che facilita la navigazione in spazi ristretti e migliorando l’agilità.
LHF-Connect
Il progetto Low Hanging Fruits (LHF) punta a rendere disponibili i “frutti” più promettenti della ricerca robotica avanzata condotta negli ultimi anni. Il primo progetto LHF è LHF-Connect, un avatar robotico di telepresenza progettato specificamente per migliorare il benessere dei pazienti isolati in contesti ospedalieri.
LHF-Connect è concepito per essere assemblato con hardware di comune reperibilità sul mercato, rendendolo disponibile in pochi giorni. Il suo design semplice ed efficace prevede un dispositivo tablet (ad esempio, un iPad) montato su una piattaforma mobile, permettendo comunicazioni video a distanza.
La mobilità di LHF-Connect è garantita dall’integrazione di robot aspirapolvere commerciali, capaci di evitare ostacoli e navigare autonomamente all’interno e all’esterno delle stanze. Grazie a un accordo con iRobot, uno dei principali produttori mondiali di robot aspirapolvere, il progetto beneficia di aggiornamenti specifici basati sulla loro architettura software, garantendo affidabilità e prestazioni di navigazione.
LHF-Connect permette ai pazienti isolati di interagire virtualmente con i propri cari, alleviando il disagio psicologico derivante dalla separazione prolungata. Queste capacità sono particolarmente rilevanti in situazioni di isolamento, come con malattie virali, lunghe degenze e situazioni di grande fragilità. Inoltre, il robot può essere utilizzato dal personale medico per monitorare i pazienti a distanza, riducendo l’esposizione del personale a rischi e ottimizzando le risorse.
Modalità operative
Entrambi i robot, AlterEgo e LHF-Connect, sono in grado di svolgere compiti in completa autonomia ma in modo differente. Nel primo caso, è inclusa una navigazione complessa e una capacità di manipolazione, mentre nel secondo caso, vi è una navigazione autonoma verso punti predefiniti o richiesti dal paziente.
La stazione pilota, composta da interfacce leggere e indossabili per AlterEgo, e l’interfaccia remota per LHF-Connect, permettono a un operatore umano di controllare il robot a distanza, immergendosi nel suo ambiente operativo. Questa modalità consente al robot di replicare fedelmente i movimenti e le dinamiche dell’operatore o di facilitare la comunicazione visiva e uditiva.
AlterEgo come guida interattiva
Tra i progetti di applicazione del robot AlterEgo, vi è quello di ridefinizione dell’esperienza di visita nel contesto culturale del Padiglione dei Cetacei all’Acquario di Genova. In questo luogo, AlterEgo svolge il ruolo di guida interattiva, offrendo spiegazioni dettagliate sui delfini, sui tour e sulle attività di ricerca, con l’obiettivo di rendere la visita più coinvolgente e informativa possibile.
La sua distintiva Intelligenza Artificiale avanzata gli consente di comprendere e rispondere a domande, adattandosi culturalmente e linguisticamente a un pubblico eterogeneo che include bambini, turisti stranieri e anziani.
Questo progetto, parte dell’iniziativa RISE del MUR e con la collaborazione di CNR e Università di Genova, mira a studiare l’impatto sociale ed educativo della robotica. L’obiettivo finale è quello di dimostrare come la tecnologia possa arricchire il mondo culturale ed educativo, aprendo la strada a un nuovo modello di divulgazione scientifica interattiva e trasformando i musei in spazi più esperienziali e accessibili.