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Scatola nera della terra: un archivio permanente per la crisi climatica

È stato avviato in Nuova Zelanda (con collocazione definitiva prevista in Tasmania) il progetto Earth’s Black Box, un’iniziativa internazionale che prevede la costruzione di un archivio fisico permanente destinato a documentare l’evoluzione della crisi climatica globale e l’impatto delle attività antropiche sul sistema terrestre.

Ispirato alle scatole nere utilizzate in ambito aeronautico per ricostruire le dinamiche di incidenti, il sistema è concepito per raccogliere, archiviare e proteggere dati ambientali, scientifici e sociali con lo scopo di fornire alle generazioni future una testimonianza dettagliata e imparziale delle trasformazioni in corso sul pianeta.

Caratteristiche tecniche e funzionalità

La struttura dell’Earth’s Black Box è costituita da un monolite in acciaio autoalimentato, di dimensioni pari a 15 x 4 x 3 metri, progettato per garantire massima durabilità e resistenza a eventi catastrofici naturali o antropogenici. La posizione scelta per l’installazione è la costa occidentale della Tasmania, selezionata per la sua relativa stabilità geologica e geopolitica, a fronte di alternative come Malta, Norvegia e Qatar.

Il sistema è alimentato da un impianto fotovoltaico integrato, che ne consente il funzionamento anche in assenza di reti energetiche esterne. Il dispositivo è in grado di acquisire dati in tempo reale grazie a una connessione internet costante, elaborando informazioni tramite algoritmi dedicati che selezionano e archiviano contenuti pertinenti in modo imparziale (unbiased), evitando ogni forma di distorsione ideologica.

Dati raccolti

L’archivio memorizzerà una vasta gamma di dati scientifici e socio-comportamentali, tra cui:

  • Temperature globali terrestri e oceaniche;
  • Tassi di acidificazione degli oceani;
  • Livelli atmosferici di anidride carbonica (CO₂);
  • Tassi di estinzione e perdita di biodiversità;
  • Modifiche nell’uso del suolo;
  • Notizie e contenuti pubblicati sui social media inerenti al cambiamento climatico.

Finalità del progetto

Il progetto, frutto della collaborazione tra l’Università della Tasmania, l’agenzia creativa Clemenger BBDO e il collettivo artistico Glue Society, intende costituire una documentazione permanente e verificabile dell’azione (o inazione) umana di fronte alla crisi climatica. L’obiettivo è duplice: fornire una fonte di dati accessibile alle future generazioni e stimolare una maggiore responsabilizzazione globale verso un cambiamento sostenibile.

Considerazioni

Il progetto Earth’s Black Box rappresenta un’iniziativa simbolicamente potente e scientificamente rilevante, in quanto unisce la funzione documentaria con un forte valore etico e culturale. La sua esistenza richiama l’attenzione sull’urgenza della crisi climatica in modo non retorico, ma concreto: archiviare sistematicamente dati ambientali, sociali e politici serve non solo a preservare la memoria di ciò che sta accadendo, ma anche a rendere tangibile la responsabilità collettiva delle generazioni presenti. In un’epoca caratterizzata dalla sovrabbondanza di informazioni e dalla volatilità delle narrazioni digitali, questa “scatola nera” diventa un presidio di veridicità e continuità storica. È un monito silenzioso, ma implacabile, che potrebbe un giorno raccontare come e perché abbiamo (o non abbiamo) agito per salvare il nostro pianeta.